Ibragim Shanaev

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Ibragim Shanaev parla della sua sensazione di uno spazio infinito intorno che ha provato fin dalla prima infanzia. Oggi possiamo misurare la velocità dei fotoni, catturare la nascita dei pianeti, invece cos’è un quadro completo del mondo per un artista? Sue opere numerose sono la prova di un lungo viaggio di un artista straordinario verso il suo particolare linguaggio, la scoperta del Logos creativo; l’artista proviene dalla biofisica propria dell’esistenza, cercando di capire la logica di un pioppo crescente o la forma sagomata della montagna, e anche come si filano i ricordi di una donna anziana, e di che colori il mondo è colorato in questi minuti.

Cambiando la natura della percezione, Ibragim Shanaev crea un metodo di creazione sintetico e unico. Da punti, linee, macchie – contrastanti o monocromatiche – nasce il macrocosmo in cui vivono simultaneamente atomi della sostanza e atomi dei sensi. Inoltre, egli ci propone a diventare suoi co-autori. Viaggiando in un unico spazio di tele del pittore, obbedienti al suo talento, diventiamo pittori anche noi. Vediamo le bagnanti che sguazzano tra le onde, piene di riflessi, le nuvole che galleggiano sopra le cime di montagna, due donne che  contemplano il tramonto in silenzio. Vediamo come il cosmo infinito della vita è beato, senza dare spazio a decadimento o caos.


Lo stile dell'artista è una ricca frutta di un temperamento naturale e di un’analisi matematica e tuttavia creativa, piena di intuizione.

Le sue tele e fogli grafici saldamente costruiti in ciascun punto portano un’alta energia, sono pieni di emozioni edificanti, risvegliano inevitabilmente l’affetto. La sua "Bestia" è impressionante. Il cane, la personificazione delle creature di Dio, in un primo momento apparentemente scoraggiante, poi sembra l'unione di vita con il meraviglioso paesaggio. Ma se lo spettatore non ha fretta di allontanarsi dal quadro, vede in esso la cosa principale: la confusione negli occhi di un essere privo di dono della parola e la sua richiesta tacita – amami!


Un'astrazione  può essere rintracciata nelle opere "Toro" e "Giardino". Una sensazione di resistenza e forza si associa ad uno spazio limitato creando un ambiente chiuso e privato nel mondo frenetico.


La storia biblica del roveto ardente, riletta dell'artista, è stata la base per il dipinto "Roveto ardente". Il prugnolo divino arde senza bruciare, chiede l'uomo – girati! Invece il passante non può sentire la voce del Signore, che si affaccia e tutti noi che viviamo oggi e più che mai abbiamo bisogno non di intrattenimento bensì di un precetto.

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A sole tree, 1998

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Vertical construction of a man , 1998

Шанаев_Ибрагим_Асланович_Горящее_растени

The burning plant, 2001